Carlo Cracco confessa, ecco il suo vero inizio in cucina: “Uno shock”

Lo chef più celebre d’Italia ammette di non aver cominciato con il piede giusto i primi passi nel mondo della cucina… 

Carlo Cracco: un nome, una celebrità nel mondo della gastronomia italiana. Giudice per sei anni, dal 2011 al 2017, del popolare programma Masterchef, lo chef vanta nella sua carriera due stelle Michelin, sebbene una gli sia stata revocata nel 2018. Numerosi altri premi vanno ad ampliare il suo palmarès, guadagnandosi così la fama che lo precede. Ma non tutto è oro quel che luccica. 

L'inizio in cucina dello chef Cracco
L’inizio di Carlo Cracco – cuciniamoli.com – Foto Facebook

Come in ogni carriera illustre che si rispetti, tutti hanno dovuto percorrere un po’ di gavetta. Sebbene adesso siamo abituati a vedere brillare il talento di Cracco in cucina grazie ai suoi ristoranti, uno a Milano e uno a Portofino, gli inizi tra i fornelli non sono stati tra i migliori per il cuoco. I suoi piatti e la sua arte culinaria lo gratificano tra i migliori chef d’alta cucina in Italia, ma non è stato sempre così.

Dalle stalle alle stelle: il trauma dello chef!

Per ritrovarsi, si sa, bisogna perdersi. E’ un po’ ciò che è accaduto nella vita e nella carriera di Carlo Cracco, prima di arrivare al consacrato successo. Durante un’intervista rilasciata a Vogue Italia, il cuoco vicentino si è raccontato a 360 gradi andando nel dettaglio dei momenti clou del suo percorso. 

Prima ancora di destreggiarsi tra i fuochi della cucina, Cracco aveva cominciato i suoi studi presso l’istituto alberghiero con un bel 4 in pagella. Come racconta nella lunga intervista, il suo docente di laboratorio di enogastronomia non solo gli sbatté in faccia il brutto voto ma lo spronò a tastare con mano la realtà dei fornelli.

Lo chef Cracco insieme al suo mentore Gualtiero Marchesi
Carlo Cracco e il maestro Gualtiero Marchesi – cuciniamoli,com – Foto Facebook

“Il primo giorno mi scottai, il secondo mi tagliai una mano, il terzo combinai un altro disastro”. “Toccare con mano”, dunque, fu proprio ciò che fece il giovane Cracco nel suo primo lavoro al ristorante Da Remo a Vicenza. Ma, come lui stesso spiega a Vogue Italia, fu proprio ciò lo shock iniziale a farlo impegnare ancora più duramente in cucina, dividendosi tra scuola e lavoro arrivando a far lievitare quel 4 in un bell’8 a fine anno.

Anche se il vero e proprio passaggio dal via nel mondo dell’alta cucina lo chef lo deve a Gualtiero Marchesi, tra i più cuochi italiani più famoso al mondo. Cracco, infatti, comincia la sua esperienza con il maestro nel suo ristorante stellato a Milano e da lì è solo discesa libera. O meglio, un decollo dopo l’altro visto che decide di volare per la Francia per farsi le ossa nel mondo della gastronomia francese, fino a ritornare a Milano e farsi il nome che oggi ben conosciamo.

La vera scuola di Cracco: gli inizi da bambino

Nel lungo racconto della sua vita, Carlo Cracco in realtà ha spiegato come il suo primo vero approccio tra i fornelli sia stato grazie alla cucina della sua famiglia: “Mi svegliavo con quel profumo meraviglioso che si diffondeva per la casa. Il ragù della domenica è il piatto che mi è rimasto nel cuore”. Il suo debutto con il cibo, dunque, è stato tutt’altro che disastroso: da buona forchetta era molto più propenso a mangiare che cucinare, ma è stato proprio questo a motivarlo a fare di meglio. 

Lo chef Cracco all'opera in cucina
Lo chef Carlo Cracco in cucina – cuciniamoli.com – Foto Facebook

Il lavoro di suo padre, operaio nelle ferrovie dello stato, infatti ha permesso non solo a lui ma anche alla sua famiglia di viaggiare molto grazie alle agevolazioni per i dipendenti. E’ stato proprio così che Cracco, girando da un posto all’altro assaggiando piatti mai provati, ha capito la sua vera vocazione. Come afferma lui stesso, “ho capito che avrei potuto fare qualcosa di nuovo e realizzarmi nel lavoro”. E ci è riuscito alla grande.

 

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